Faccia a Faccia

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Da quando il giovane e prestante John Kennedy sbaraglio’ il veterano Richard Nixon nel primo dibattito presidenziale della  tv, gli scontri fra i candidati alla presidenza si sono trasformati in una performance quasi cinematografica alla conquista del gradimento di un pubblico distratto ma implacabile,  dove l’apparenza si sovrappone spesso alla sostanza. Ecco perche’ Obama e Romney sono in ritiro da giorni per prepararsi al primo fra i tre dibattiti presidenziali di questa tornata elettorale. Una grande occasione per esporsi al pubblico e farsi scegliere dagli elettori. Ma come insegnano i dibattiti in tv, ogni errore potrebbe essere fatale e basta un solo gesto, una distrazione una semplice gaffe a vanificare lo sforzo di una campagna elettorale estenuante e dispendiosa- E’ giusto quindi che in un contesto cosi’ serrato e con una posta in gioco cosi’ alta dettagli come una cravatta sbagliata o un gesto di stizza diventino cosi’ significativi da distruggere definitivamente le aspirazioni presidenziali? Implacabili dettano legge  le telecamere che seguono tutto, trasmettono tutto e sopratutto non socchiudono mai gli occhi…

Sotto gli Occhi

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Dopo 18 mesi  di disordini sfociati in una truculenta guerra civile, il regime di Assad ha i giorni contati ma gli americani non sanno ancora chi e cosa verrà dopo di lui. Dopo mesi di indecisione, preoccupati  ora delle infiltrazioni di Al Quaida fra i ribelli,  gli Stati Uniti  hanno  abbracciato la strategia del leading from behind,  del pilotare dal dietro, trovata strategica dell’amministrazione Obama, già  utilizzata nei confronti  dell’Egitto e della Libia. La situazione siriana è complicata: certo, una potenza con le armi chimiche è un tassello cruciale nel contesto geopolitico internazionale dalla quale stare lontani perchè complessa, difficile, pericolosa, dalle infinite ramificazioni.  Dopo decine di migliaia di morti  fra civili, donne e bambini, l’urgenza di una qualsiasi azione decisa avrebbe dovuto essere incalzante, mancano invece le informazioni che sono incomplete. La CIA  non ha una presenza  in Siria, lamentano gli analisti, e  gli Americani devono appoggiarsi ai servizi segreti stranieri mentre non si intravede ancora lo scenario del dopo Assad. Eppure l’amministrazione Obama ha avuto tempo e  soprattutto tante immagini raccapriccianti sulle quali riflettere per concertare una strategia ma ha ritenuto di “pilotare da dietro”,  mentre davanti ai  suoi  occhi, come ai nostri , si assisteva al massacro.