Taxing duty, compito gravoso

Puntuale come ogni anno, il 15 Aprile scadenza fatidica per la dichiarazione dei redditi, colpisce ogni singolo Americano fra sorpresa e  spesso rancore altro non fosse se non per il complicato formulario di  pagine e pagine da riempiere, che confondono molti.
Chiamiamolo pragmatismo Americano o semplice risolutezza nel risolvere un problema, ma tante scuole negli Stati Uniti hanno messo così a disposizione il talento di giovani studenti per quei cittadini che non possono permettersi consulenti e non se la sentono di affrontare da soli, codici codicilli e e formulari complicati. Continua a leggere

Faccia a Faccia

mccain_obama_debate

Da quando il giovane e prestante John Kennedy sbaraglio’ il veterano Richard Nixon nel primo dibattito presidenziale della  tv, gli scontri fra i candidati alla presidenza si sono trasformati in una performance quasi cinematografica alla conquista del gradimento di un pubblico distratto ma implacabile,  dove l’apparenza si sovrappone spesso alla sostanza. Ecco perche’ Obama e Romney sono in ritiro da giorni per prepararsi al primo fra i tre dibattiti presidenziali di questa tornata elettorale. Una grande occasione per esporsi al pubblico e farsi scegliere dagli elettori. Ma come insegnano i dibattiti in tv, ogni errore potrebbe essere fatale e basta un solo gesto, una distrazione una semplice gaffe a vanificare lo sforzo di una campagna elettorale estenuante e dispendiosa- E’ giusto quindi che in un contesto cosi’ serrato e con una posta in gioco cosi’ alta dettagli come una cravatta sbagliata o un gesto di stizza diventino cosi’ significativi da distruggere definitivamente le aspirazioni presidenziali? Implacabili dettano legge  le telecamere che seguono tutto, trasmettono tutto e sopratutto non socchiudono mai gli occhi…

Sotto gli Occhi

mail

Dopo 18 mesi  di disordini sfociati in una truculenta guerra civile, il regime di Assad ha i giorni contati ma gli americani non sanno ancora chi e cosa verrà dopo di lui. Dopo mesi di indecisione, preoccupati  ora delle infiltrazioni di Al Quaida fra i ribelli,  gli Stati Uniti  hanno  abbracciato la strategia del leading from behind,  del pilotare dal dietro, trovata strategica dell’amministrazione Obama, già  utilizzata nei confronti  dell’Egitto e della Libia. La situazione siriana è complicata: certo, una potenza con le armi chimiche è un tassello cruciale nel contesto geopolitico internazionale dalla quale stare lontani perchè complessa, difficile, pericolosa, dalle infinite ramificazioni.  Dopo decine di migliaia di morti  fra civili, donne e bambini, l’urgenza di una qualsiasi azione decisa avrebbe dovuto essere incalzante, mancano invece le informazioni che sono incomplete. La CIA  non ha una presenza  in Siria, lamentano gli analisti, e  gli Americani devono appoggiarsi ai servizi segreti stranieri mentre non si intravede ancora lo scenario del dopo Assad. Eppure l’amministrazione Obama ha avuto tempo e  soprattutto tante immagini raccapriccianti sulle quali riflettere per concertare una strategia ma ha ritenuto di “pilotare da dietro”,  mentre davanti ai  suoi  occhi, come ai nostri , si assisteva al massacro.

 

Ancora

Il consiglio di Sicurezza dell’Onu  si riunisce qui a New York per discutere la crisi Siriana, Timothy Geitner, ministro del Tesoro Americano finalmente si sbilancia su un possibile intervento per salvaguardare la popolazione civile invocando l’Articolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, John McCain ex candidato republicano alla Casa Bianca  tuona contro  Obama e lo accusa di aver vergognosamente abbandonato i ribelli siriani al loro destino e Hillary Cllinton vola a Istanbul per consultarsi con gli alleati. Monta la pressione? Continua a leggere

Chi tace acconsente

Questo fine settimana Hillary Clinton rispondeva alla strage di Houla premendo sulla Russia per rimuovere il presidente siriano Assad mentre, contemporaneamente, lui paragonava  la strage di Houla ad una operazione chirurgica dicendo che “un medico che effettua una chirurgia di emergenza non ha le mani insanguinate se sta cercando di salvare un paziente.”  Incredibile. Assad sa bene che un intervento militare in Siria è difficile, costoso e complicato e ne approfitta. Continua a leggere

Figli Nostri

 

Dopo quindici mesi di resoconti agghiaccianti, le  immagini del massacro di Houla  muovono le coscienze di questo paese e monta la pressione per un intervento in Siria. I diplomatici siriani sono stati espulsi da diversi paesi dell’occidente e l’America paragona Houla all’eccidio di  Srebrenica in Bosnia. Per Obama,  la Siria potrebbe diventare cio’ che per Clinton fu il Ruanda, quando  si consumo’ il genocidio  di 800.000 mila persone senza che il presidente  scegliesse di fare nulla. C’e’ chi sostiene l’intervento militare, una No Fly Zone o un corridoio umanitario. Con i problemi della missione in Afgahnistan e una campagna elettorale sempre piu’ difficile Obama non ha nessun interesse a correre  rischi.  Ma chi salvera’ la Siria? E’ giusto intervenire davanti a tanta crudelta’? E opportuno lasciare che agisca la diplomazia? E se questi bambini fossero figli  nostri?

Il governo siriano ha negato oggi la responsabilita’ di questo eccidio. Ma i morti sono 108 e la meta’ sono bambini.

Love Letter, Lettera d’amore

Si chiama Zero Dark Thirty, l’ultima dimostrazione dell’amore fra l’amministrazione Obama e Hollywood. Ad un anno dalla uccisione di Bin Laden, Judicial Watch gruppo conservatore americano è ritornato su una questione che la Casa Bianca aveva cercato di archiviare mesi fa. Judicial Watch ha infatti pubblicato centinaia di pagine dalle quali si evince che il premio Oscar Katherine Bigelow avrebbe ricevuto documenti confidenziali e classificati per realizzare una pellicola dal titolo Zero Dark Thirty, sulla cattura di Bin Laden. Continua a leggere

Merchandising della Mamma

 Da sempre, in America, la festa della mamma è celebrata con ostentata allegria, scritte, cartoline, insegne, manifesti, palloncini.

Da silenziosa meditazione di uno stato d’animo universale,  Mother’s Day si trasforma  in un punto fisso nel firmamento delle scadenze che costellano il calendario di questo paese.
E’ una di quelle ricorrenze  più care ai negozianti,  fioristi e ristoratori, gioellieri, che salutano definitivamente la stagione dei consumi invernali e  che  anche quest’anno hanno  trasformato, questa giornata che celebra la vita, in una serie di opportunità di shopping.
Dai fiori ai cioccolatini, dalle paste ai monili, Mother’s Day assume un sapore commericiale, fedele alla filosofia consumistica del paese, motore del capitalismo Americano.

Una occasione ghiotta anche per Obama  da sempre contrario ad ogni manovra di austerity economica. 
Così, dal  sito della sua campagna elettorale,  il Presidente propone  l’acquisto di una serie di oggetti,  merchandising per la mamma insomma. Magliette, borsette, braccialetti  collanine  smalti e spillette. 

Volete vedere che acquisti propone il Presidente? Questo è il link: https://store.barackobama.com/mothersday

Una trovata in linea con la sua filosofia economica e politica: stimolare l’economia e rimpinguare le casse della sua campagna elettorale.

Mr. Obama’s Fan Club

 Non era mai successo prima d’ora. Quindici milioni di dollari raccolti per la  festa piu’ pubblicizzata dell’anno.  Una parata di celebrita’ sorridenti da Barbara Streisand a Robert Downey Junior, star potenti e danarose corse a sostenere Obama a casa del divo Clooney che oltre alla sua villa ha prestato il suo volto e la sua popolarita’  all’evento. Continua a leggere