Sotto gli Occhi

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Dopo 18 mesi  di disordini sfociati in una truculenta guerra civile, il regime di Assad ha i giorni contati ma gli americani non sanno ancora chi e cosa verrà dopo di lui. Dopo mesi di indecisione, preoccupati  ora delle infiltrazioni di Al Quaida fra i ribelli,  gli Stati Uniti  hanno  abbracciato la strategia del leading from behind,  del pilotare dal dietro, trovata strategica dell’amministrazione Obama, già  utilizzata nei confronti  dell’Egitto e della Libia. La situazione siriana è complicata: certo, una potenza con le armi chimiche è un tassello cruciale nel contesto geopolitico internazionale dalla quale stare lontani perchè complessa, difficile, pericolosa, dalle infinite ramificazioni.  Dopo decine di migliaia di morti  fra civili, donne e bambini, l’urgenza di una qualsiasi azione decisa avrebbe dovuto essere incalzante, mancano invece le informazioni che sono incomplete. La CIA  non ha una presenza  in Siria, lamentano gli analisti, e  gli Americani devono appoggiarsi ai servizi segreti stranieri mentre non si intravede ancora lo scenario del dopo Assad. Eppure l’amministrazione Obama ha avuto tempo e  soprattutto tante immagini raccapriccianti sulle quali riflettere per concertare una strategia ma ha ritenuto di “pilotare da dietro”,  mentre davanti ai  suoi  occhi, come ai nostri , si assisteva al massacro.

 

Ancora

Il consiglio di Sicurezza dell’Onu  si riunisce qui a New York per discutere la crisi Siriana, Timothy Geitner, ministro del Tesoro Americano finalmente si sbilancia su un possibile intervento per salvaguardare la popolazione civile invocando l’Articolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, John McCain ex candidato republicano alla Casa Bianca  tuona contro  Obama e lo accusa di aver vergognosamente abbandonato i ribelli siriani al loro destino e Hillary Cllinton vola a Istanbul per consultarsi con gli alleati. Monta la pressione? Continua a leggere

Figli Nostri

 

Dopo quindici mesi di resoconti agghiaccianti, le  immagini del massacro di Houla  muovono le coscienze di questo paese e monta la pressione per un intervento in Siria. I diplomatici siriani sono stati espulsi da diversi paesi dell’occidente e l’America paragona Houla all’eccidio di  Srebrenica in Bosnia. Per Obama,  la Siria potrebbe diventare cio’ che per Clinton fu il Ruanda, quando  si consumo’ il genocidio  di 800.000 mila persone senza che il presidente  scegliesse di fare nulla. C’e’ chi sostiene l’intervento militare, una No Fly Zone o un corridoio umanitario. Con i problemi della missione in Afgahnistan e una campagna elettorale sempre piu’ difficile Obama non ha nessun interesse a correre  rischi.  Ma chi salvera’ la Siria? E’ giusto intervenire davanti a tanta crudelta’? E opportuno lasciare che agisca la diplomazia? E se questi bambini fossero figli  nostri?

Il governo siriano ha negato oggi la responsabilita’ di questo eccidio. Ma i morti sono 108 e la meta’ sono bambini.

Good Luck

Nonostante i 41.000 senza tetto che affollanno i rifugi di New York,  il comune della città ha deciso di affidare la prossima campagna  di sensibilizzazione su questa piaga cittadina ad attori che possano impersonare nella maniera più realistica i veri homeless. Eppure a New York la povertà non si nasconde,  non si autocensura  anzi, ti guarda dritta negli occhi.  Continua a leggere