Random violence

Li chiamano atti di violenza random, atti di violenza a caso e l’ultimo agghiacciante episodio e’ avvenuto su  un bus di  San Francisco- quando un uomo  ha tirato fuori una pistola da una tasca, sogghignando se l’è  passata fra le mani e poi, a sangue freddo,  ha sparato un colpo alla testa di Justin Valdez  che non conosceva ma che sfortunatamente gli sedeva accanto.Un uomo veniva assassinato ma nessuno dei passeggeri del bus ha distolto lo sguardo dal suo gadget, nessuno ha alzato la testa dal telefonino, dall’ipad, dal blackberry  tutti troppo assorti nel mondo virtuale per prestare attenzione alla morte reale di Juan che si e’ accasciato sul sedile di un bus nell’indifferenza generale.

Mentre il poliziotto assegnato al caso  si è pronunciato con riprovazione sull’episodio di generale alienazione,  la zia di Juan piange la tragedia di una morte violenta, consumata quasi per gioco con la connivenza di chi era lì e non si nemmeno sognato di sollevare gli occhi.

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3 risposte a “Random violence

  1. Non è mia intenzione fare il moralista e poi, scrivendo dall’Italia, sarebbe troppo semplice per chiunque replicare che questo non sia certo il miglior pulpito da cui dispensare una predica, però… Però, da ciò che leggo, da esperienze dirette, nonché da un lungo periodo di vita vissuta in New England (zona Boston), non posso che constatare, forse in maniera fin troppo semplicistica, lo ammetto, che il sistema statunitense, quello nudo e crudo, si intende, non quello dei lustrini dei tabloid, bensì quello della classe media (che io vedo sempre meno) e dei disperati, dei sobborghi, delle difficili convivenze tra razze, del razzismo a fior di pelle, dello stress per portare a casa briciole, della mungitura economica ad ogni angolo (istruzione e salute in primis) e del brainwashing esasperato, ecco quel sistema stia inesorabilmente implodendo. È un po’ come se, metodicamente, i cervelli di tanti si stessero sempre più risvegliando da un coma indotto a suon di “siamo i più grandi”, “siamo i più forti”, “siamo la terra del sogno”, per rendersi conto che chi si nascondeva dietro quella bandiera, che così orgogliosamente e pomposamente ostentavano nei loro piccoli giardini, ha, e sta ancora, vendendo fumo per spostare subdolamente le pedine del sistema sempre più a favore dei superpotenti, nascondendo la vera ragione per cui si combattono le guerre, si adottano nuovi programmi nel sistema scolastico pubblico, si accettano criteri di allevamento animale assolutamente disumani e insalubri, si permette la dissennata diffusione di armi, si osteggia ogni genere di copertura sanitaria che garantisca a tutti, proprio tutti, di non dover aver paura di ammalarsi, ecc. Ecco, l’americano tartassato, ancora un po’ frastornato, sta perdendo dei riferimenti certi che fino a poco tempo fa era convinto di avere, sta alienandosi da un sistema che, diciamocelo chiaro, non è che gli garantisca un gran che e, constatato il fatto che a tutti gli effetti, volente o nolente, è prigioniero del paese in cui è nato, dà di fuori. Lo so, è un’analisi azzardata e abusata, ma riassume in un battito di ciglia quello che in anni di vita tra Boston, Providence e New London ho avuto modo di sentire da tanta, tantissima gente. Un saluto. Sandro

  2. Buonasera.
    Cara Maria Luisa, purtroppo quello che succede in America è una cosa ormai diventata normalità.
    Scuole, strade, uffici, supermercati, sono presi di mira per dimostrare la propria superiorità, nel
    diffondere terrore tra la gente. E’ palese che la cultura a stelle e strisce, sia da sempre favorevole
    all’uso indiscriminato delle armi automatiche e non e dopo aver passato un periodo a Los Angeles
    mi sia accorto di quante armi girino in una città, oserei dire militarizzata. Con questo non voglio dire che le armi siano messe al bando anzi, democraticamente trovo giusto che un paese dia l’opportunità
    a una persona di usare una pistola per difendersi, altrimenti chi commette reati contro la persona, la
    farebbe sempre franca e questo non è giusto. Vivendo in Italia, vediamo come vanno le cose, una
    persona è obbligata dallo Stato a subire una violenza, senza nemmeno potersi difendere e questo non
    è giusto, non è civile. Il problema Americano è semplice e sotto gli occhi di tutti, l’acquisto di un arma
    è diventato troppo facile e i controlli non esistono. E’ impressionante vedere con quanta facilità un
    ragazzo di sedici anni possa entrare in possesso di un mitra o di un arma automatica è come acquistare un pacchetto di sigarette. E’ senza dubbio più difficile acquistare una bottiglia di gin di una
    44 magnum. Personalmente sono un amante delle armi e posseggo un regolare permesso di detenere
    armi, ma ho dovuto passare un sacco di visite mediche e controlli da parte delle forze dell’ordine.
    La crisi economica ha colpito l’America in un modo devastante e le persone che detengono armi, pur
    di guadagnare qualche dollaro, le vendono a cani e porci e questo è il vero problema. Un sacco di armi
    arrivano via nave da paesi come l’ex Unione Sovietica e dai paesi arabi e vengono smerciate con troppa facilità e il passo è breve. Un quindicenne con in mano un mitra si sente onnipotente e senza
    controllo, la strage in una scuola o in un supermercato è alle porte. L’America deve alzare la guardia e
    agire nei confronti delle persone che non hanno validi requisiti per possedere un arma e vietare nel
    modo più assoluto, l’uso di armi automatiche. Garantisco che sono devastanti.
    Cordialmente.

  3. Perdonate l’ardire, ma é la festa dei luoghi comuni ? Mi meraviglio che persone che hanno vissuto negli USA non siano al corrente che la detenzione di armi automatiche é assolutamente vietata, é gravissimo reato federale, ora il Congresso discute se vietare anche le armi che possono essere rese automatiche, in pratica le versioni “tranquille” delle armi nate come automatiche, ma il ragazzo che gira nei sobborghi di Los Angeles con un mitra cercando la gang rivale per fare una strage compie un reato già ora, passibile di pene severissime, se ha potuto comprare facilmente l’arma é perché la vastità dei traffici e del territorio rende il contrabbando facile. Vero é che la società USA é molto più rude della nostra, ma é lo scotto da pagare quando si accetta o si subisce l’ingresso di persone provenienti da realtà molto diverse fra loro, gran parte delle violenze organizzate hanno fondamenta etnico-culturali. Non mi sembra che il caso riportato abbia particolare significato, se non per la sfortunata vittima e la sua famiglia, anche sui nostri giornali si leggono di continuo notizie non dissimili, anche se meno “hollywoodiane”. E le armi non c’entrano niente, la terza peggiore strage scolastica di sempre, accuratamente ignorata da Michel Moore anche se all’epoca del suo film era la prima, é avvenuta alla Notre Dame University di Montreal, nel tranquillo Canada, in Australia la detenzione di armi é semplice e diffusa, ma non si riportano casi particolarmente gravi di abuso, e nella paciosa Svizzera, a parte un paio di vendette personali, non ci sono scannamenti continui anche se tutti gli uomini fino a 40 anni hanno l’OBBLIGO di detenere in casa armi da guerra, rigorosamente automatiche, con gran dovizia di munizioni, e tutti i cittadini hanno, ovviamente, il diritto di acquistare e detenere QUALSIASI arma da fuoco, automatica o no, di qualsiasi calibro ed in qualsiasi quantità. Per l’acquisto bisogna però soggiacere ad una intollerabile vessazione, così la definiscono alcuni partiti, bisogna mostrare la carta d’identità.
    Continuiamo a dare la colpa ai pezzi di ferro ?

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