No Peace, Senza Pace

 E’ un fine settimana sacro a Washington, tre giorni  di celebrazioni per il Memorial Day, quando in America si ricordano i caduti delle guerre, e la citta’ si trasforma al rombo delle moto dei veterani sulle Harley, al suono delle trombe di Arlington, al ritmo della parata sulle strade della Capitale.  Poi arriva la sera.

L ‘ombra del Campidoglio si allunga  genenerosa  e una folla composta  si sistema sul prato della collina.  Quando la musica si leva, il  vociare si placa e con  l’inno nazionale  esplodono gli applausi . E’ la fine di una giornata di festa  consumata fra  ricordi  e visite ai monumenti in   questa citta’ costruita piu ‘  per essere ammirata che vissuta. Vengono da ogni parte d’America per assistere a questo concerto  e sono di tutte le eta’ quasi come i loro morti.  Le luci del Capitol illuminano i loro volti  rossi dal sole e  gonfi  dal pianto. C’e chi e’ solo , e chi si appoggia ad un altro, chi tiene sulle spalle un bambino e chi si dondola confortato dal suono delle note che si impastano negli altoparlanti- Sotto un cielo immenso c’e’ una grande America che oggi non sente rancore. C’e’ disperazione, mai tristezza. Ne parlo tutti i giorni ma solo quando sono con loro mi rendo veramnete  conto che e’ un paese in guerra questo, provato  e lacerato. E’ per questo che a Memorial Day ritorno qui, a casa, per sentirlo il pianto di un padre senza figlio, l’urlo di un bambino senza la madre, per ascoltarle le storie di un veterano che non ha casa o  lavoro, per guardarlo negli occhi un soldato che non ha piu’ le gambe ma che ti aiuta comunque ad attraversare la strada e ti tende la mano. Non ci conosciamo ma siamo  insieme questa sera a condividere storie di ordinario sacrificio  scolpite nello sguardo di chi e’ venuto qui. Dall’ altra parte del palco, oltre la Mall la collina di Arlington si affaccia in lontananza.  Non e’ ancora buio e il profilo delle tombe si indovina soltanto come quello delle bandiere disposte sulle lapidi che salutano silenziose.   Sul prato della Mall le  lucciole si rincorrono  mentre una dopo l’altra le stelle vincono la  notte–   D’un tratto lo speaker  avverte che il tempo sta peggiorando e il concerto deve terminare.  In lontananza, oltre il Potomac scoppiano i tuoni, la gente si alza in fretta e si scompone disordinata sotto la pioggia battente. E’ proprio come la nazione che anche in questo Memorial Day ci prova, ma ancora non trova pace.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

4 risposte a “No Peace, Senza Pace

  1. Un’ ulteriore lezione che un grande Paese, nonostante i mille errori ed i mille difetti, offre a noi per difendere i diritti di tutti a vivere in un mondo migliore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *