Prigionieri a Guantanamo

Nella confusione generale, fra le urla dei prigionieri e richiami all’ordine  del giudice, è ricominciato il processo del secolo nella base militare americana di Guantanamo, a Cuba.   Cinque i prigionieri alla sbarra fra i quali lo Sceicco Khalid Muhammad, procalamatosi l’architetto degli attentati dell’11 Settembre. In aula regna il caos e neanche il giudice riesce a riportare la calma perché i prigionieri sono determinati a fare ostruzionismo. – C’e’ chi si inginocchia a pregare, chi si strappa le cuffie per non sentire la traduzione delle domande del giudice, chi non risponde e basta. Chi sfoglia una rivista chi si intrattiene in chiacchiere…

Silenzioso lo sceicco Khalid Muhammad per protesta, dice  il suo avvocato, alle torture subite, ha una barba lunga striata di rosso e porta gli occhiali. Tutti distolgono lo sguardo dalle donne presenti in aula, anche dagli avvocati dell’accusa  perchè indossano vestiti occidentali. Manovre ostruzionistiche, per ritardare il più possibile un processo che potrebbe  già durare un anno e finire con la condanna a morte per i cospiratori. Mentre alcuni parenti dei familiari delle vittime osservano la farsa. Lontano da Ground Zero si riaccendono le emozioni di un paese cambiato per sempre dall’11 Settembre. Il processo è aperto solo ai familiari delle vittime, ma seguito in leggera differita da 60 giornalisti. Un procedimento legale che non parte da zero, perché quattro anni fa l’amministrazione Bush aveva già portato i cinque  prigionieri davanti al tribunale di Guantanamo. Fu quella la prima volta che l’America guardò Khalid Muhammad negli occhi, fu allora che questi licenziò i suoi avvocati, inveì contro l’America dichiarando con orgoglio di essere stato l’architetto degli attentati.  Il processo fu sospeso da Obama che, sopraggiunto alla presidenza, voleva celebrarlo in un tribunale civile a  New York.  Il Congresso americano  però  con  la città  di New York,  si opposero fermamente per motivi di sicurezza e per rispetto alle vittime. Oggi si riparte da Guantanamo dopo una modifica delle procedure processuali militari volute dall’amministrazione Obama per avvicinarle a quelle di un tribunale federale.  Un processo che a questo punto durerà delgi anni.  Un evento  che turba l’opinione pubblica  trascinando con se, oltre all’emozione di tutto il paese, polemiche mai sedate come l’uso della tortura per estorcere informazioni e la chiusura di Guantanamo, promessa da Obama in campagna elettorale ma ancora lontana dall’essere effettuata. A oltre dieci anni dall’attentato alle Torri Gemelle, questo processo non pacifica ne consola e riapre una ferita che, nonostante i ripetuti tentativi di sutura, rimane aperta e sgorga sangue, lo vedi nelle parole dei parenti delle vittime, nelle foto stracciate dei figli che hanno perso i genitori. Sono lì in un limbo, in attesa di risposte che non li soddisferanno mai. Si aggirano senza meta,  sconsolati, mentre nel tribunale si consuma una farsa, fra grida  intimazioni e preghiere. Anche loro, prigionieri a Guantanamo.

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4 risposte a “Prigionieri a Guantanamo

  1. Aggiungete dolore a dolore,isomma sono colpevoli e ci sono le prove poi dico non è ora di farla finita con questo scempio, in galera e basta! così lasciamo riposare in pace le vittime. grazie.

  2. la farsa purtroppo continuerà e ne pagheranno le conseguenze solo i parenti delle vittime
    non sono in ITALIA ma la Giustizia è lenta lenta da tutte le parti se poi arriveremo mai ad avere Giustizia

  3. per quanto mi pare di capire, vale in questo caso l’antico detto che il medico pietoso provocò sul paziente piaghe purulente… penso che le mosse di Obama fossero in buona fede volte a ridurre le tensioni tra gruppi religiosi (od etnie) e facilitare il percorso di pacificazione, cercando di cicatrizzare meglio e prima la ferita aperta l’11 settembre. purtroppo sembra abbia ottenuto l’effetto opposto.

  4. i morti non si dimenticano, rimangono nel cuore …..ma i colpevoli meritano la morte meritano sofferenza , meritano la camera a gas , sedia elettrica … meritano la morte e basta ….nessuno a il diritto dico nessuno a togliere la vita ……

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