Un ballo a Washington

 Da quando nel 1987 un cronista del Baltimore Sun invitò, la segretaria del Colonnello Oliver North alla  cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca, l’evento si rivoluzionò per sempre. La splendida Fawn Hall allora protagonista con Oliver North dello scandalo Iran Contra era quanto di più trasgressivo Washington potesse mostrare allora in pubblico, ma la sua presenza fra dame ingessate e ammiragli decorati, diventò il clue della serata e passò alla storia.

Un tempo serioso raduno di giornalisti e delle loro fonti riservate, l’evento si è così andato trasformando in un lungo weekend di glamour e lustrini e da allora, nel sobrio panorama washingtoniano, politici e star si abbandonano ad un irrinunciabile abbraccio appassionato. Feste, balli, receptions party e after party si rincorrono su e giù per il Potomac, una fatal attraction, fra movie makers and policy makers, rapiti, una volta l’anno, dal bagliore dei riflettori, e attratti dalle luci della ribalta come falene nella notte. E’ così anche quest’anno la festa dei corrispondenti della Casa Bianca – dove le testate giornalistiche invitano celebrità per farsi pubblicità,  diventa la festa delle star che visitano la Casa Bianca.

Il Presidente si trasforma in gran cerimoniere del Gran Galà di beneficenza dispensando battute degne del comico più sagace dal podio presidenziale ad una platea di bellezze che decorano la stanza, immobili ma sempre sorridenti. Così nella Ball Room, vestita a festa fra diplomatici navigati, agenti misteriosi e politici rampanti, si consuma lo stesso rituale della Prom, il ballo di fine d’anno dei liceali americani, in corso proprio questi giorni in tutto il paese – La caccia agli studenti più popolari della scuola da sfoggiare a sorpresa ai compagni più secchioni, quelli che si presentano alla festa  da soli, con lo smoking troppo stretto, le scarpe troppo lucide, e che non ridono mai in pubblico, per paura di mostrare l’apparecchio.

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