One Chance

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Nel marcare il primo  anniversario della morte di Bin Laden questo video, One Chance narrato da Bill Clinton, loda  il coraggio e il decisionismo di Obama nel perseguire il capo di Al Quaeda nella maniera piu’ rischiosa ma definitiva possibile. Poi, chiede esplicitamente se Mitt Romney avrebbe mai agito con tanto coraggio e determinazione e immediatamente la missione ad opera dei Navy Seals dell’anno scorso si declina in chiave elettorale, dividendo l’America.  Era circa quest’ora un anno fa quando le televisioni americane hanno interrotto i programmi e un comunicato  ha avvertito il pubblico che il Presidente avrebbe parlato presto alla nazione.

Un brusio ha pervaso New York  poi, un tam tam di telefonate ha scandito due lunghissime ore. Ore in cui tutti abbiamo pensato tutto contattando agenzie, amici e fonti privilegiate. Il primo pensiero era che l’America avesse subito un’altro attacco, forse terroristico, forse chimico magari una calamità naturale.  Solo lo sguardo soddisfatto dei fonici attraverso il monitor che collegavano il microfono del presidente  ha stemperato  il raccapriccio generale poco prima che Obama apparisse. Poi, l’annuncio secco del Presidente alla nazione. Osama Bin Laden era stato catturato e ucciso. Immediatamene il boato di una città riscattata da una tragedia che l’ha segnata per sempre.  La gente si riversava in strada, e come dopo l’11 settembre, si abbracciava alternando le urla ad un pianto liberatorio.

Sono passati 12 mesi  e la morte di Bin Laden  è  un evento che segna la storia americana e marca indelebilmente la presidenza di Barack Obama che oggi, contrariamente a quanto aveva annunciato l’anno scorso, ha scelto di usare questa missione a scopo propagandistico. Una scelta obbligata in una elezione difficile dicono i democratici, un colpo basso inqualificabile, ribadiscono i repubblicani. E  intanto questo video infiamma gli elettori e incrina la soddisfazione di una missione che l’anno scorso ha unito il paese. E’ impossibile sapere cosa avrebbe fatto un altro presidente nelle stesse circostanze al posto di Obama 12 mesi fa  perche’ le congetture non appartengono alla storia. Il professor Obama, questo lo dovrebbe sapere bene, il candidato Barak, forse  se lo e’ dimenticato. Nel giorno  di questo anniversario e’ difficile indovinare chi, fra i due, domani, coglierà quella chance, quell’occasione, unica, di rivolgere il suo pensiero alla  nazione.

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5 risposte a “One Chance

  1. Lo sai Maria Luisa, che almeno 5 milioni di voti a novembre, potrebbero essere spostati grazie al cane sul tettino della station wagon di Romney? Letterman ripete ossessivamente “vi fidereste di un uomo che va in Canada portando un cane sul tetto della macchina”? E ovviamente condisce il tutto con un filmato [che ovviamente fa ridere] del povero cane con la lingua di fuori e gli occhi spiritati che dal tetto si affaccia al finestrino chiedendo pieta’. Obama che non e’ un fesso lo ha capito e adesso anche lui ci fa le battute in pubblico. Sembra una cosa di poco conto, ma e’ una variabile che va considerata.
    Un abbraccio.

  2. Obama ha finalizzato quello di ottimo che ha fatto Bush ( e che precedentemente non ha controllato disgraziatamente il democratico Bill CLinton in Lewinsky,che si occupava di ben altro nella stanza ovale).
    quindi il caro Barak ha applicato in pieno la teoria Bush,un perfetto repubblicano ma solo in quel caso…..
    slt max

  3. Splendida lettura di quei minuti di febbrile (e spaventata) attesa.
    non sono mai stato capace di comprendere veramente l’agone politico per raggiungere la stanza ovale. tuttavia, sarebbe stato ben strano non vedere usata la vittoria, toccasana per le comprensibili ansie dal nuovo avversario del popolo americano, dello scorso dello scorso anno. e mi domando in fondo se non sia giusto che lo faccia, nonostante le promesse (e il conseguente rischio di essere considerato irrispettoso delle proprie promesse dagli avversari).
    E’ impossibile prevedere, e certamente è impossibile – per lo sfidante – replicare ad una domanda retorica simile. Si tratta di capire come reagiscano gli elettori indecisi (gli altri… votano per l’ideale, a prescindere dalla persona) a certi colpi bassi. Questo comunicato – come la propaganda di letterman – potrebbe risultare controproducente agli occhi di una parte degli indecisi. (io sono io, particolare come sai, ma io non voterei mai di fronte a tanta propaganda da “il nostro ineffabile sovrano…” – consentimi il termine)

  4. Non credo che la morte di Bin Laden possa bastare per poter dare la vittoria ad Obama, certo per lui sarà un ottimo spot pubblicitario ma gli americani si aspettavano ben altro dalla gestione di Barrack.

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