Good Luck

Nonostante i 41.000 senza tetto che affollanno i rifugi di New York,  il comune della città ha deciso di affidare la prossima campagna  di sensibilizzazione su questa piaga cittadina ad attori che possano impersonare nella maniera più realistica i veri homeless. Eppure a New York la povertà non si nasconde,  non si autocensura  anzi, ti guarda dritta negli occhi. 

Gli homeless, i senza tetto, sono i tuoi compagni di viaggio nell’universo di questa metropoli difficile e sorprendente.  Condividi con loro  un sedile della metropolitana, il bancone di un caffe’, la panchina di un parco o la tettoia di un palazzo quando piove.  Hanno storie diverse, hanno tanti volti  e tante età.
Avvicinarli è facile e parlare loro viene naturale specie quando incontri il loro sguardo o gli allunghi una tazza di the mentre li vedi sdraiati sotto i cartoni dietro i portoni delle chiese o davanti ai negozi.

Secondo gli ultimi dati rialsciati la settimana scorsa, il tasso di povertà nel 2012 per i newyorkesi è aumentato di 100.000 unità in un solo anno portandosi al 21% di tutta la popolazione cittadina.
Un milione e settecentomila  persone, il dato più alto dal 2005.
La causa è la recessione che ha raggiunto New York  più tardi rispetto al  resto del paese e che ha danneggiato sopratutto i bambini, che sono i più sfortunati.  Uno su quattro,oggi, vive in povertà.

Ecco perchè la città ha  pensato di  intraprendere una nuova campagna sociale che ha per protagonisti, gli homelessNon ha scelto i volti dei protagonisti però e ha preferito  ricorrere ad attori professionisti. E’ difficile pensare che non ci sia nessuno dei senza tetto della città in grado di calarsi efficacemente  nel proprio ruolo.  La città comunque difende la sua decisione, 250 dollari per due giorni di lavoro ad attori credibili capaci di calarsi nei panni di un padre latino, una madre bianca, una nonna nera o un bambino asiatico.
Il bando di concorso sarà presto pubblicato e la campagna tappezzerà i luoghi pubblici dei 5 boroughs, i quartieri di New York. 
Tutte le sere sulla Broadway fra la 105 e la 110ma  una giovane donna con una bimbetta in età pre-scolare raccoglie bottiglie di vetro e le mette in un carrello prima di ritirarsi nello shelter. Quando ne trova una smezzata  tira fuori una cannuccia e la porge con complicità a sua figlia. 
Good luck, buona fortuna, a chinunque sarà in grado di replicare l’espressione della  piccola quando afferra la bottiglia dalla mano della mamma.

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2 risposte a “Good Luck

  1. Ma sono diventati tutti matti! un senza tetto non può rappresentare realmente un senza tetto!, invece di dare un aiuto a loro !, assumono degli attori. In che mondo viviamo!.

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