Casualties of War

Questa e’ una delle foto schock scattate due anni fa in Afghanistan e pubblicate dal Los Angeles Times, i ragazzi in divisa sono un gruppo di paracadutisti americani sorridenti  mentre posano con i resti di alcuni cadaveri di kamikaze afgani. Sono immagini  raccapriccianti che riaccendono le polemiche sulla missione militare in Afganistan dai risvolti sconcertanti  dopo gli  eventi di questo inverno,  il rogo dei corani, le foto dello sfregio dei corpi dei talebani, l’eccidio di 17 civili da parte di un militare in servizio-

Un brutto colpo per Obama che denunciato le foto come deplorevoli e si  e’ poi pronunciato deluso dalla scelta editoriale del giornale. Il ministro della difesa Leon Panetta  si e’ scusato  con il governo Afgano aggiungendo che queste foto non rappresentano I valori Americani. Il Pentagono ha poi subito chiesto una  investigazione ma  le foto sono gia’ di dominio pubblico in tutto il loro orrore. Chi le ha consegnate al giornale ha detto che voleva mostrare la mancanza di l disciplina nella catena di commando in Afghanistan puntando i riflettori su un declino di leadership  in un contesto cosi’ importante. Nonostante la richiesta del Pentagono di  non pubblicarle per non esasperare gli Afghani , il giornale ha invece  deciso di divulgare le foto per  adempiere al diritto di cronaca e per onorare l’obblico verso I lettori di raccontare imparzialmente tutti gli aspetti della missione americana in Afghanistan. Il Los Angeles Times ha cosi’  riacceso un dibattito sul ruolo dei media  rischiando poi  di innescare una serie di reazioni da parte del popolo afghano offeso dall’oltraggio subito e mettendo forse  in pericolo il contingente Americano che probabilmente  subira’ delle ritorsioni. Davanti allo schock e all’orrore di questo sfregio  e alle sue  possibili dannose consequenze perche’ allora pubblicare?  Con 100.000 soldati ancora schierati in Afganistan e una situazione difficilissima in tutta l’area, L’America  e’ divisa fra chi difende a tutti i costi  il diritto di cronaca,  e chi sostiene invece che il dovere di informare nella maniera piu imparziale possible debba fare un passo indietro difronte alla sicurezza nazionale.

 

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12 risposte a “Casualties of War

  1. Bel pezzo, come al solito hanno sempre tanti scheletri negli armadi sti americani. Speriamo che non venga fuori qualcos’altro di peggio.

  2. Forse ancor prima di discutere quale immagine dei valori americani passi da queste fotografie, sarebbe opportuno riflettere sul fatto che ancora troppo spesso i diritti della persona vengono ignorati in nome del diritto di cronaca.

  3. Complimenti per questo nuovo blog. Ho sempre amato l’America e gli americani. Anche se questi episodi, questi fatti, queste foto non gli fanno onore.
    Penso però che vivere in quei posti faccia perdere il lume della ragione. Con questo non voglio scusare i marines, e neanche giustificarli, sono far notare la contingenza dei fatti.
    grazie
    Domenico

  4. Molti marines hanno problemi psicologici e relazionali una volta rientrati in patria. Ci sono molti suicidi tra gli ex soldati. E queste “fughe mentali” si presentano già quando sono in servizio.
    Un esercito da rivedere quello Usa.
    Sarà pure il migliore del mondo… ma se questi sono i risultati… pensiamoci.

    Ps. In bocca al lupo al blog

  5. Ma è mai possibile , chi ha dato il via per la pubblicazione? , così vuol dire mettere benzina sul fuoco . Mi chiedo se all’america non sono bastati i loro caduti in guerra!, questa foto se la potevano risparmiare, volete spargere odio sù odio invece di fermare tutto !. grazie.

  6. Grazie di aver innescato questo dibattito che e’ fra quelli che maggiormente mi appassionano– la guerra e’ una cosa orribile e credo che questa si manifesti in tutto il suo orrore proprio perche’ e’ una missione difficile e molto politcamente controversa. Ogni azione viene strumentalizzata dai media. Molti soldadi negli Stati Uniti, in questo caso si trattava di paracadutisti, servono per amore di una idea, altri non scelgono, altri ancora hanno una vita segnata da generazioni che hanno servito come loro. Non giudico loro ma chi e’ responsabile della loro guida che non ha fatto il proprio dovere. In guerra credo pero’ che sia difficile discernere. e in questo non giustifico ma sono d’accordo con Domenico. E’ vero Luana molti soldati tornano con grossi problemi che si manifestano piu’ tardi– scioccati e impreparati ad una vita normale. Gianfranco, il dibattito sulla legittimita’ della stampa di pubblicare divide davvero il paese. il Los Angele Times e’ stato molto criticato– Ugo, credo che la tua affermazione seppur colorita sia riduttiva di una situazione molto seria, grave e complessa.

  7. …hai ragione, Ugo. Infatti l’umanità dimostrata dai talebani, soprattutto nei confronti delle donne, è apprezzata a livello planetario….

  8. Condivido, anche nella scelta delle parole, il commento di Domenico.
    In merito alla scelta del Los Angeles Times, a mio avviso ogni tanto dobbiamo ricordare che vige anche nella stampa l’antica regola di mercato… si vende ciò che l’acquirente vuole acquistare.
    una riflessione sulla liceità di pubblicare certe immagini – a mio avviso – deve giocoforza comprendere le ragioni della richiesta di un pubblico che richiede toni sempre più forti…

  9. be sarebbe interessante anche pubblicare le atrocità che commettono da anni tutti i giorni i signori talebani sia contro la propria popolazione e razza sia contro noi ocidentali, vedo che come al solito qualche sinistrello sempre anti americano per ideologia e cultura si è dimenticato che cosa questa gente e capace di fare e quale sia il loro rispetto per la vita umana.
    Non ce dubbio che quelle foto siano incivili ma stiamo parlando di singoli episodi non di un intero paese o l intero esercito americano.

  10. Concordo con te Fabio sul fatto che i talebani si macchino di colpe atroci non solo nei confronti di noi occidentali ma nei confronti di grand parte della loro popolazione, basti pensare alle loro donne– considerate meno degli animali. La missione americana in Afghanistan e’ stata sostenuta da Obama anche per questo, per una questione di diritti civili negati. Non sono sorpresa dalle foto infatti, la guerra e’ una cosa sporca e atroce e quei ragazzi stavano facendo una missione di recupero di corpi di Kamicaze– mi sorprende la foga un infantile di questi paracadusti ai quali non e’ stato detto che fare foto violea le stesse leggi che stanno onorando e sopratutto che dopo due anni, vengano pubblicate quando possono solo nuocere. Grazie per il tuo commento. Continuero’ a parlare di questo argomento che ripeto mi appassiona.

  11. Che bello!!! Ritorna il caro “Stelle a strisce”, era ora Maria Luisa!!! Mi mancava. Venendo al post, ti ricordi quante volte abbiamo discusso di questi temi? Ci sono le ragioni della libera stampa e ci sono ragioni politiche per pubblicare o non pubblicare. Le valutazioni sono come sempre soggettive, ma dovrebbero risentire della questione di opportunita’. Se per liberta’ di stampa si fomenta l’odio, insomma c’e’ da pensarci due volte a pubblicare. D’altra parte le persone vogliono informazione. Molte volte per strumentalizzarla, pro o contro qualcuno/qualcosa. Se quei ragazzi, cosi’ dotati di muscoli e di coraggio, fossero stati meglio preparati psicologicamente, molti grossolani errori si sarebbero potuti evitare. Forse un po’ meno percorsi di guerra e un po’ piu’ di psicologia in una briefing room non farebbe danno. Un abbraccio

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